Nennolina

nennolina

Antonietta Meo nasce il 15 dicembre 1930 a Roma, quasi di fronte alla basilica di Santa Croce i Gerusalemme. In famiglia aspettavano il maschietto e già lo chiamavano "il principino"; essendo una bimba, ultima di quattro fratellini di cui due morti prematuramente, divenne "la principessina". Le fu dato il nome di Antonietta; Nennolina nacque come vezzeggiativo.

Antonietta era una bambina vivacissima, birichina, irrequieta, con un carattere forte, ma sempre serena e tranquilla. Sapeva imporsi alle compagne nel gioco con tanto garbo e disinvoltura che tutte le obbedivano e l'amavano. Anche dopo l'intervento con cui le venne amputata la gambina, volle sempre fare tutto quello che facevano gli altri bambini, senza invidia e senza far pesare a nessuno la sua invalidità.

Era una bambina che incantava, sia con il suo aspetto fisico e il suo candore infantile, sia con la sua maturità e capacità di riflessione.

Nell'ottobre 1933 fu iscritta all'asilo delle suore di Monte Calvario, quindi passò all'asilo delle suore Zelatrici del Sacro Cuore. Frequentò la prima elementare dal 19 ottobre 1936 al 22 maggio 1937, quando si aggravò il male che la portò alla tomba. Quando era ancora all'asilo fu iscritta alla sezione "Piccolissime" dell'Azione Cattolica e ne fu felicissima.

Nel gennaio del 1936 fu iscritta tra le "Beniamine", a Santa Croce in Gerusalemme; frequentava con assiduità le adunanze ed era un modello per tutti. Tratti caratteristici della sua personalità: il senso dell'obbedienza, il senso del dovere, il sorriso, la gioia, il senso dell'umorismo.

Era una bambina come tutte le altre; solo chi le era più vicino intuiva in lei qualcosa di straordinario, ma la straordinarietà si manifestò soprattutto nell'ultima fase della malattia. Se non avesse avuto dei doni particolari di grazia non avrebbe potuto mantenersi serena, senza lamentarsi mai, anzi aumentando spontaneamente le sue sofferenze per essere più vicina alle sofferenze di Gesù.

Alla mamma dice: "Quando soffro, io penso subito a Gesù e allora non soffro più! Per non soffrire, è tanto semplice: invece di pensare ai tuoi dolori, pensa a quelli di Gesù, che ha tanto sofferto per noi e vedrai che non sentirai più nulla".